Chi siamo?

Traum è una fanzine letteraria autoprodotta e cartacea. Nasce nel 2019 a Milano da un piccolo gruppo di amici che bazzica negli ambienti informali della cultura milanese, dopo un tot di tentativi di creare un gruppo di scrittura che durasse nel tempo. Il lavoro e gli intenti man mano si trasformano, plasmano forme, le interrogano: si cercano uscite e vicoli per l’espressione.

Alcune idee rimangono però alla base del lavoro e permettono a Traum di essere, tutto sommato, un buon tentativo: innanzitutto la necessità di tornare dopo anni di blogging a un oggetto concreto, fisico, materico in cui poter vedere rispecchiato il proprio lavoro ci spinge a investire le nostre energie nella creazione di un cartaceo, quasi fosse una piccola utopia.

Quindi l’idea che ci sia bisogno di commistionare le arti; Traum unisce infatti al suo interno racconti, foto e illustrazioni creando un dialogo tra i diversi artisti – a volte anche molto diversi tra loro – che si trovano a sperimentare una modalità di lavoro condivisa. E poi i video e forse in futuro la performance: in un momento storico dove anche le arti subiscono un’accelerazione
che ne sfuma i confini, si fende un’apertura capace di abbattere pregiudizi e divisioni classiche a favore di una curiosità verso l’altro, in questo caso altro artistico, che ci spinge a mettere in discussione i canoni e a tentare nuove strade.

Il terzo elemento – solo apparentemente paradossale in una società della rete come la nostra – che ha permesso a Traum di nascere e continuare il suo percorso, è stato il bisogno percepito da alcuni di noi di provare un modo della creazione che fosse collettivo, in grado di superare da una parte l’anonimia a cui le metropoli, e in particolare una come Milano, sembrano a volte
condannare; e dall’altra la tendenza solipsistica che, metonimia dell’individualismo contemporaneo, anche nel mondo dell’arte sembra presentarsi, ingannevolmente, come unica strada percorribile.

Ogni numero di Traum sviluppa un tema che ci sembra evochi una propria voce sommersa e che lega l’issue precedente a quello successivo: unico criterio è che – indirettamente e liberamente ma con incisività – si parli del nostro presente, si prenda ispirazione da ciò che ci circonda e che bussa insistentemente dall’altra parte della parete per essere tematizzato. Per
questo è facile che le nostre storie si popolino di tutto ciò che si trova ai margini, quelli metaforici di parole e riflessioni rimaste inespresse, e quelli concreti dove finiscono le mura delle nostre città ridisegnando incessantemente i propri immaginari.

Infine Traum è insieme una contestazione e una sfida, e da qui il nostro nome: l’atmosfera di sogno su cui è improntata la veste grafica della fanzine vuole indicare un ritorno a un utilizzo libero dell’immaginazione per indagare il nostro mondo e crearne di nuovi, lontano da quel principio auctoritatis sovrapersonale e dilagante che aleggia nella nostra società e che vorrebbe inscatolare le nostre menti in logiche di mercato prefabbricate. A tutto questo rispondiamo con un appello ai lettori: decideranno loro cosa farne di questa immaginazione e forse ci aiuteranno a districare le tracce.